Opera a supporto della sicurezza alimentare, ambientale e industriale, in un contesto altamente regolamentato, in cui il risultato analitico rappresenta un elemento critico di conformità e decisione lungo le filiere produttive.
Con oltre 35.000 analisi annue, due sedi operative per circa 2.000 mq e un team di oltre 40 tecnici specializzati, il laboratorio assicura elevati standard di affidabilità, tracciabilità e rigore metodologico.
Il portafoglio servizi copre un ampio spettro di matrici — oli da oliva, alimenti, cosmetici, matrici ambientali e prodotti industriali — ed è supportato da un sistema di accreditamenti tra i più completi del settore (ACCREDIA ISO/IEC 17025, COI, FOSFA, AOCS e riconoscimenti ministeriali per le principali filiere agroalimentari).
La governance è affidata all’Amministratore Unico Valentina Cardone e al Direttore Generale Sergio Lenoci, in un modello che integra visione strategica e presidio operativo rigoroso.
L’intero ciclo analitico è gestito tramite sistema LIMS (Laboratory Information Management System), che garantisce tracciabilità end-to-end e continuità informativa. In questo scenario, l’infrastruttura IT rappresenta un abilitatore critico della qualità del dato e della credibilità scientifica del laboratorio.
Nel 2024, l’uscita dell’IT Manager determina una fase di discontinuità che rende evidenti alcune fragilità strutturali tipiche di contesti ad alta specializzazione:
A questo si aggiunge una crescita progressiva dell’infrastruttura IT, non accompagnata da un’evoluzione equivalente dei modelli di controllo, sicurezza e scalabilità.
In un contesto altamente regolato e certificato, tali condizioni espongono l’organizzazione a rischi diretti in termini di compliance, continuità operativa e integrità del dato.
Il percorso si è sviluppato secondo un modello progressivo, finalizzato a trasformare l’infrastruttura IT da sistema reattivo a piattaforma governata, sicura e continuativamente presidiata.
Fase 1 — Audit IT e Cyber Risk Assessment
Il servizio Perlustro ha fornito una mappatura completa dell’infrastruttura, evidenziando criticità su governance, rete, sicurezza, backup e compliance: processi non formalizzati, rete non scalabile, protezioni frammentate e sistemi obsoleti, assenza di disaster recovery strutturato e fragilità nella gestione del dato.
Fase 2 — Remediation e messa in sicurezza
Sulla base delle evidenze emerse, sono stati avviati interventi mirati di messa in sicurezza dell’infrastruttura: sostituzione dei sistemi obsoleti, revisione della rete, rafforzamento della sicurezza perimetrale e introduzione di un modello di backup strutturato e resiliente.
Fase 3 — Modernizzazione infrastrutturale
Evoluzione verso un’architettura scalabile e sicura: segmentazione di rete, protezione endpoint centralizzata, accessi remoti sicuri e monitoraggio continuo.
Fase 4 — Evoluzione verso modello MSSP
Attivazione di un presidio continuativo con SLA, monitoraggio proattivo e manutenzione preventiva: l’IT evolve da funzione reattiva a sistema governato e predittivo.
Il progetto ha trasformato un’infrastruttura IT reattiva e frammentata in un ecosistema governato, resiliente e orientato alla continuità operativa. Oggi la Direzione dispone di piena visibilità e di un controllo significativamente più maturo. L’IT non è più una funzione tecnica, ma un presidio di governo del rischio a supporto della stabilità del laboratorio e della qualità del dato scientifico.
L’impatto si articola su tre dimensioni principali.
Il risultato più rilevante è di natura organizzativa: l’IT è passato da funzione reattiva a sistema governato e pianificabile, diventando una leva di controllo e affidabilità operativa.
Sfide, obiettivi e benefici con la testimonianza dei protagonisti, in un’unica presentazione.